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>>> continua... La
transizione democratica e la ricostruzione dell'isola sono state
facilitate anche dall'eccezionale impegno dell'élite politica locale,
formata da dirigenti della resistenza come Xanana Gusm‹o, e leader
politici che avevano lottato per la causa timorese in patria o in
esilio. Il caso più celebre è quello di José Ramos Horta, Premio
Nobel per la pace nel 1996 insieme al vescovo di Dili Carlos Ximenes
Belo. Manifestazioni di rabbia e tensioni sociali Il ruolo del
religioso, così come quello della Chiesa cattolica, è stato
determinante. Questo impegno è stato chiaramente ispirato dalla
teologia della liberazione diffusa tra il clero cattolico
latinoamericano negli anni '70, le cui tesi principali hanno trovato
ampia eco presso i preti timoresi, che in larga parte si erano formati
nei seminari portoghesi. Lo stesso può dirsi di Mari Altakiri, di
formazione giuridica, attuale segretario generale del Fretilin e capo
del primo governo democratico, che ha trascorso circa 20 anni di esilio
in Mozambico. Ex seminaristi cattolici formatisi generalmente a Lisbona,
questi militanti indipendentisti sono persone colte che conoscono bene
la storia, le tradizioni e la psicologia del loro popolo, hanno capacità
politiche e inoltre sono dei pragmatici. I rapporti fra i timoresi e i
membri dell'Untaet, comunque, non sono stati facili: i primi mesi della
missione istituita dall'Onu a Dili e nei 13 distretti dell'isola sono
stati segnati da tensioni, inganni e malumori. Successivamente questa struttura si è trasformata nel governo provvisorio di Timor Lorosa'e, il nome ufficiale assunto dal territorio nel momento in cui è stata proclamata l'independenza. |
Per
l'Untaet, all'inizio, ricostruire voleva dire occuparsi di tutto,
dall'approvvigionamento d'acqua potabile all'inoltro della posta, della
sanità, dell'educazione... Questo compito titanico spiega i ritardi, la
lentezza della ricostruzione e quindi l'impazienza e la delusione dei
timoresi. Secondo il parere di Basilio Nascimento, vescovo di Baucau, «abbiamo
riposto troppe speranze nell'indipendendenza.
di Any Bourrier | Le Monde Diplomatique | giugno2002
>>> leggi la cronologia: dalla colonizzazione all'indipendenza. |
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First upload 25/07/2002