Blitz contro le scorie
Dopo la clamorosa scoperta di un deposito di scorie nell'area industriale di
Porto Torres, gli attivisti di Indipendentzia, guidati da Gavino Sale, hanno
organizzato un sit-in al porto di Cagliari per denunciare l'arrivo di un
carico di scorie provenienti da quattro acciaierie lombarde. Un controllo
della Polizia di Stato ha però rilevato la regolarità dei documenti che ha
permesso lo sbarco
CAGLIARI - Trenta attivisti di Indipendentzia Repubrica de Sardigna in
tuta bianca e mascherina hanno effettuato un blitz al porto di Cagliari per
denunciare l'arrivo di un carico di venticinque rimorchi contenenti sostanze
tossiche.
Secondo Gavino Sale, leader di Indipendentzia, movimento politico
sardo, a bordo della “Lazio”, nave merci della Tirrenia, si sarebbero
trovati fusti con dentro fumi di acciaierie, piombo, cadmio e altri metalli
pesanti destinati alla Portovesme Srl.
Immediata la replica dell'amministratore della Portovesme Srl. Carlo Lolliri,
secondo il quale il materiale scaricato periodicamente nel porto di Cagliari,
e che gli indipendentisti considerano altamente tossico, non contiene riserve
nocive e non è pericoloso tanto che viene impiegato dallo stabilimento fin
dal 1988 per la produzione di zinco.
Indipendentzia si era resa protagonista, qualche mese fa, di una clamorosa
scoperta di un deposito di scorie velenose nell'area industriale di Porto
Torres e da allora ha messo in moto una capillare azione di denuncia, anche
attraverso l'istituzione di un numero verde antiscorie, di quei materiali
considerati altamente pericolosi che sono derivati dalla modifica della legge
regionale che vietava l'importazione di scorie in Sardegna. “Il
risultato”, sostiene Gavino Sale, “è stato che adesso in Sardegna
hanno ripreso ad arrivare veleni di tutti i tipi”.
Durante la manifestazione, che ha avuto il sostengo degli operatori portuali,
gli attivisti di Indipendentzia hanno scoperchiato i teloni di alcuni carichi
appena sbarcati dalla nave merci. All'interno una sostanza marrone in granuli
che al contatto con l’umidità poteva essere nociva, ma la capitaneria di
porto ha spiegato che trattandosi di residui di lavorazione non viene
considerata rifiuto tossico e che il trasporto risultava regolarmente
autorizzato. Dopo un ulteriore controllo della Polizia di Stato sulle bolle di
carico dei veicoli, i fusti sono stati, quindi, scaricati e la “Lazio” ha
potuto prendere il largo per Napoli.
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