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lunedì, 29 settembre 2003


Blitz contro le scorie

Dopo la clamorosa scoperta di un deposito di scorie nell'area industriale di Porto Torres, gli attivisti di Indipendentzia, guidati da Gavino Sale, hanno organizzato un sit-in al porto di Cagliari per denunciare l'arrivo di un carico di scorie provenienti da quattro acciaierie lombarde. Un controllo della Polizia di Stato ha però rilevato la regolarità dei documenti che ha permesso lo sbarco
 
CAGLIARI - Trenta attivisti di Indipendentzia Repubrica de Sardigna in tuta bianca e mascherina hanno effettuato un blitz al porto di Cagliari per denunciare l'arrivo di un carico di venticinque rimorchi contenenti sostanze tossiche.
Secondo Gavino Sale, leader di Indipendentzia, movimento politico sardo, a bordo della “Lazio”, nave merci della Tirrenia, si sarebbero trovati fusti con dentro fumi di acciaierie, piombo, cadmio e altri metalli pesanti destinati alla Portovesme Srl.

Immediata la replica dell'amministratore della Portovesme Srl. Carlo Lolliri, secondo il quale il materiale scaricato periodicamente nel porto di Cagliari, e che gli indipendentisti considerano altamente tossico, non contiene riserve nocive e non è pericoloso tanto che viene impiegato dallo stabilimento fin dal 1988 per la produzione di zinco.

Indipendentzia si era resa protagonista, qualche mese fa, di una clamorosa scoperta di un deposito di scorie velenose nell'area industriale di Porto Torres e da allora ha messo in moto una capillare azione di denuncia, anche attraverso l'istituzione di un numero verde antiscorie, di quei materiali considerati altamente pericolosi che sono derivati dalla modifica della legge regionale che vietava l'importazione di scorie in Sardegna. “Il risultato”, sostiene Gavino Sale, “è stato che adesso in Sardegna hanno ripreso ad arrivare veleni di tutti i tipi”.

Durante la manifestazione, che ha avuto il sostengo degli operatori portuali, gli attivisti di Indipendentzia hanno scoperchiato i teloni di alcuni carichi appena sbarcati dalla nave merci. All'interno una sostanza marrone in granuli che al contatto con l’umidità poteva essere nociva, ma la capitaneria di porto ha spiegato che trattandosi di residui di lavorazione non viene considerata rifiuto tossico e che il trasporto risultava regolarmente autorizzato. Dopo un ulteriore controllo della Polizia di Stato sulle bolle di carico dei veicoli, i fusti sono stati, quindi, scaricati e la “Lazio” ha potuto prendere il largo per Napoli.

 

 

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